Il nome dell'isola, Hvar, sarebbe derivato da Pharos, il nome antico per la colonia che i Greci fondarono qui già nel 384 avanti Cristo. Per l'isola di Hvar esistevano anche i nomi italiani.
Pharos è fondata dai greci come una colonia agraria. La divisione catastale dello campo di Starigrad da 2500 fa, viene da quel periodo. Dopo il disastro della Siracusa a metà di 4. secolo ante Cristo, Pharos rimane senza protezione e lo prendono l’Illiri.
Nel 219. ante Cristo i Romani conquistano il Pharos e cambiano il suo nome a Pharia. Loro combattono con le tribù illiriche come i Dalmati e scelgono i porti di Hvar, ma anche quelli su Pakleni otoci oppure l'isolotto Šćedro per le loro posizioni strategiche. A (Taurida romana) si trovava il rifugio per la flotta romana.
Nel periodo romano, su tutta la isola si costruisconoo le ville rustiche, con la concetrazione maggiore in Hvar, Starigrad e ai dintorni di Jelsa d’oggi. In quest'epoca Hvar è un'isola di agricultori, pescatori e mercanti di che testimoniano molti reperti archeologici : sui frammenti della ceramica trovata nella grotta Grapčeva spilja figura la rappresentazione della nave con due vele.
Nel XVI secolo l'isola si sviluppa rapidamente : il vino viene esportato in tutta l'Europa e la pesca è diventata un'importante fonte di guadagno per gli abitanti di Hvar. Anche la costruzione navale diventa molto importante. Il rè Sigismondo demanda alla gente di Hvar, nel 1416, di mandargli gli esperti costruttori navali per costruirgli galee, navi veloci e brigantini. Nel XIX secolo, un avvenimento importante nella storia europea ha luogo vicino nel canale di Hvar, vicino all'isola di Vis. In quella battaglia, la flotta italiana è sconfitta dagli austriaci ed è costretta alla ritirata. Questa è l'ultima battaglia marittima di questo tipo.
Nel 1420 Hvar conquistano i Veneziani e ci rimangono fino al disastro della loro Repubblica nel 1797. Hvar è diventata il porto veneziano più importante sulla costa orientale dell’Adriatico. I periodi posteriori sono nel segno di Austria (1797.) e Francia (1806.). Nel 1918 l’isola di nuovo viene conquistata dagli Italiani fino al 1921 rimana sotto il loro governo. Dopo il trattato di Rapallo, nel 1921, Hvar diventa, insieme alle altre parti della Croazia, la parte del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni che poi diventa la Jugoslavia.
Nella seconda parte del XX secolo, l'isola viene modernizzata e dopo il 15 gennaio 1992, la data del riconoscimento della Croazia, entra a far parte della Repubblica di Croazia.
Una delle manifestazioni più antichi della tradizione cristiana è la processione del Venerdì Santo Jedan che ha luogo tra 6 parocchie – Jelsa, Pitve, Vrisnik, Svirce, Vrbanj e Vrboska.
La processione che risale al XVII secolo, all'anno 1658, si svolge di notte tra il Giovedì ed il e viene chiamata anche Za Krizem (dietro il croce). La tradizione vecchia 400 anni comincia alle ore 23 e da ogni parocchia la processione si avvia in direzione del circolo solare per evitare di incontrare un'altra processione il che, se capitasse, significherebbe una grande disgrazia.
I portacroci, che portano una croce di 18 chili, vengono seguiti da un gruppo che porta candele e dai cantanti. I protacroci e portano i vestiti bianchi di fratellanza. La processione non è stata organizzata solo nel 1943, il periodo della Seconda Guerra mondiale, quando l'isola era occupata dall'Italia fascista.
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